Dietoterapia ipertensione

diete ipertensione

L’ipertensione è una malattia insidiosamente diffusa tra la popolazione e rappresenta una problematica di enorme portata per la salute pubblica, che deve dunque essere affrontata con ogni arma curativa a disposizione, sia facendo ricorso alla terapia farmacologica, sia utilizzando la dietoterapia iposodica specifica e personalizzata per il paziente che ne soffra.

I dati di incidenza rivelano una diffusione tra gli adulti che supera il 20% dell’intera popolazione, inoltre questa malattia cronica rappresenta il principale fattore di rischio per mortalità nella popolazione mondiale, causando un sensibile aumento di comparsa di malattie cardiovascolari, che finiscono per colpire più di un miliardo di persone al mondo.

E’ importante sottolineare come scientificamente il rischio ipertensione non riguardi soltanto coloro che sono

francamente ipertesi ma, allontanandosi progressivamente dalla pressione considerata ottimale per lo stato di benessere, cresce progressivamente e si aggrava il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari.

Il medico di medicina generale è quotidianamente impegnato a curare i propri pazienti ipertesi, valutandone i fattori di rischio presenti e concomitanti, intervenendo con la terapia farmacologica mirata a controllare la malattia ipertensione, ma il medico di medicina generale non sempre raccomanda anche di intraprendere, fin da subito, una dieta iposodica specifica.

L’iperteso è spesso un paziente che presenta contemporaneamente altre malattie: non controlla il proprio peso corporeo, presenta obesità localizzata in regione addominale, glicemia mossa o francamente elevata, colesterolo elevato, trigliceridi alti ed altri fattori concomitanti ancora di patologie metaboliche.

Affinché la terapia sia veramente efficace occorre dunque combattere i diversi aspetti dell’ipertensione e questa battaglia positiva può essere condotta mediante una preziosa alleata della terapia farmacologica: la dieta iposodica a controllo lipidico.

Combattere l’obesità il sovrappeso, assicurare uno stabile controllo del peso corporeo nel tempo, assicura ottimi risultati e cambia in meglio la vita di coloro che presentano un rischio cardiovascolare elevato.

Controllare attentamente l’apporto di sodio, sostanzialmente limitando l’uso esagerato del sale da cucina, dei dadi per brodo, di prodotti conservati o prodotti con aggiunta di sale, fa davvero la differenza e mostra risultati sorprendenti nei pazienti ipertesi.

Assicurare un sufficiente apporto di potassio e di sali minerali quali magnesio, potassio, calcio, manganese, oligoelementi, è in grado di controbilanciare il potere ipertensiogeno del sodio e riesce a regolarizzare significativamente la pressione arteriosa nel soggetto che la presenti elevata.

Un controllo del colesterolo assunto con l’alimentazione, limitare i grassi saturi, prediligere i grassi insaturi, non eccedere in zuccheri a veloce assorbimento, sono consigli facilmente racchiusi nella dietoterapia per combattere l’ipertensione e il rischio cardiovascolare.

Ricordiamoci che molto sale da cucina è nascosto nei cibi, il pane ad esempio è ricco di sale, i cibi conservati in scatola lo sono molto più dei cibi surgelati. Oggi è possibile, in caso di ipertensione arteriosa, acquistare prodotti specifici a basso contenuto di sale: sono i prodotti iposodici, che riportano in etichetta il quantitativo totale di sale presente.

La dieta iposodica personalizzata consente di mangiare alimenti di gradevole sapore, prediligendo l’uso di erbe aromatiche al posto degli accentuatori di sapidità e consentendo di ottenere un progressivo miglioramento dei valori pressori rilevati.

Occorre ribadire il concetto di giusta terapia, in caso di ipertensione: farmaci e dieta non sono alternative di terapia ma si potenziano grandemente, conseguendo risultati di stabilità pressoria e di lotta ai fattori di rischio cardiovascolari connessi all’ipertensione stessa.

In molti casi, specie nei mesi primaverili ed estivi, il controllo sull’ipertensione ha maggiore successo; questo di deve al fatto che, con l’aumentare della temperatura ambientale, la vasodilatazione dell’organismo si dimostra un fattore positivo che potenzia efficacemente la terapia.

In estate spesso è possibile, seguendo scrupolosamente una buona dieta iposodica bilanciata in nutrienti, diminuire sensibilmente il dosaggio giornaliero della terapia farmacologica.

L’aspetto positivo si continua a rilevare anche all’arrivo dell’autunno e dell’inverno, stagioni caratterizzate da diminuzione della temperatura ambientale e quindi da vasocostrizione e tendenza a favorire un aumento della pressione arteriosa. Coloro che hanno seguito da tempo la dietoterapia iposodica, spesso mantengono anche in autunno e perfino in inverno, i bassi dosaggi di farmaci che avevano raggiunto in fase estiva, con un notevole risparmio di lavoro metabolico di smaltimento di farmaci a carico del nostro fegato e dei nostri reni.

In alcuni casi addirittura, il paziente che ha perso peso in eccesso, ridotto sensibilmente il consumo di sale, aumentato il consumo di frutta fresca e verdura fresca, ridotto l’apporto di colesterolo e grassi saturi, riesce addirittura ad ottenere un controllo pressorio stabile e soddisfacente senza più la necessità di assumere terapia farmacologica, semplicemente mantenendo nel tempo la corretta dietoterapia iposodica a controllo lipidico.

Lo Specialista in Scienza dell’Alimentazione è in grado di aiutare professionalmente il paziente iperteso a comprendere quali scelte alimentari errate possano aver causato l’insorgenza della malattia, ad attuare scelte mirate verso cibi a basso contenuto di sale, ad apprendere le procedure di cottura più opportune, i metodi di condimento e aromatizzazione che rendono sicura e piacevole l’alimentazione, anche in presenza di ipertensione.

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