Dietoterapia intolleranze alimentari

intolleranza al lattosio

Sempre più diffuse, le intolleranze alimentari vere o presunte, stanno riempiendo parecchie pagine dei giornale, dividono l’opinione pubblica nei dibattiti televisivi, per non parlare di Internet, dove troviamo tanti annunci che promettono la risoluzione di ogni disturbo dell’intero Pianeta semplicemente sottoponendoci ad un Test di Intolleranza Alimentare.

Abbiamo parlato di intolleranze “vere o presunte” perché a volte, un problema infiammatorio intestinale anche subclinico può minare la capacità selettiva di assorbimento da parte delle mucosa enterica e consentire quindi il passaggio, nel circolo sanguigno, di aggregati molecolari in grado di simulare un’intolleranza alimentare.

Occorre in primo luogo che sia fatta diagnosi di intolleranza alimentare con rigoroso metodo scientifico, non affidandosi a Test a volte dalla realizzazione fantasiosa e certamente di grande impatto mediatico ma non in grado di migliorare la nostra salute.

Esistono, ovviamente, anche “intolleranze vere e diagnosticabili”, quali l’intolleranza al glutine, al lattosio, al nickel e molte altre forme ancora. Occorre in questi casi seguire un iter diagnostico corretto e, una volta fatta diagnosi, evitare assolutamente i cibi controindicati, in modo da poter condurre una vita alimentare regolare e senza incorrere nella sintomatologia specifica per ogni tipo di intolleranza.

Nell’intolleranza al lattosio, si rileva un’attività enzimatica ridotta da parte della lattasi, l’enzima che, nella persona normale, è in grado di scindere il lattosio, uno zucchero semplice formato da 2 unità di zuccheri semplici (glucosio e galattosio). La mancata scissione del lattosio nei due zuccheri semplici glucosio e galattosio, comporta la fermentazione, da parte dei batteri presenti nell’intestino e causare crampi, dolori addominali anche intensi, meteorismo e flatulenza. Alcune persone con intolleranza al lattosio sono talmente sensibili da non tollerare neppure una piccola presenza di lattosio nella propria alimentazione. Altre persone hanno una capacità, anche se piccola, della loro lattasi, di funzionare ed allora presentano la patologia solo se si sottopongono ad una alimentazione che ecceda una certa quantità di lattosio. La dieta per intolleranza al lattosio consente di condurre una scelta alimentare equilibrata evitando i cibi ricchi di lattosio e/o facendo ricorso ai prodotti del commercio delattosati, appositamente studiati per chi soffra di questa forma specifica di intolleranza alimentare.

La Celiachia o Intolleranza al Glutine è una forma molto diffusa tra la popolazione a causa della quale non si tollera il glutine, una proteina presente nel grano ed in altri cereali che risultano, proprio per questa presenza, assolutamente controindicati. Nella persona intollerante al glutine che assuma alimenti che lo contengano, si osserva un progressivo danneggiamento delle pareti di rivestimento dell’intestino tenue, cui consegue una ridotta capacità di assorbimento di alcuni nutrienti essenziale per mantenere la buona salute dell’organismo ed in particolare di alcuni acidi grassi, proteine, carboidrati, vitamine e minerali. Chi soffre di Celiachia ed assuma una dieta con presenza di glutine accusa diarrea, debolezza e astenia, perdita di peso, tendenza anemia, oltre a crampi addominali ed irritabilità nervosa. La malattia necessita, come cura risolutiva, la completa astensione, nella propria alimentazione, del glutine, in modo da far tornare l’intestino alla completa e normale sua funzionalità. Oggi l’industria alimentare ha approntato tutta una serie speciale di alimenti “certificati senza presenza di glutine” e consente a questi pazienti di vivere in perfetto benessere, senza temere nessuna carenza nutrizionale, potendo contare su versioni speciali “gluten free” di cibi quali pasta, pizza, pane, dolci, e molti altri cibi speciali, che altrimenti non potrebbero assolutamente consumare in forma originale, appunto per la presenta del glutine.

Nell’intolleranza al nickel, lo Specialista in Scienza dell’Alimentazione sarà di grande aiuto al paziente, non solo avendo cura di informarlo sui cibi controindicati, da assumere con moderazione oppure liberamente, ma anche sull’uso di stoviglie che possono contaminare i cibi, durante la preparazione e la cottura, da non utilizzare da parte di coloro che soffrono di intolleranza al Nickel.

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